Armonias

23 novembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 23 Novembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “S’asuriu est de bonucoro sol’a s’or’e sa morte” ossia la differenza tra il ricco e il povero, intesa come una vera e propria “sentenzia” morale. Il proverbio si sofferma sull’avarizia come una forma di isolamento, citando il concetto che “s’avarizia este sepoltura”, poiché l’accumulo egoistico di ricchezza non permette la vera benevolenza e danna l’anima. Al contrario, la persona povera, pur nella sua indigenza, è spesso capace di donare con il cuore, contrapponendo la ricchezza materiale alla nobiltà dello spirito.

Continuiamo con il tema de “su ricu e su povero”, rievocando la gara poetica svoltasi a Sant’Antonio Ruinas nel 1969 tra due giganti della poesia improvvisata: Gavino Piredda e Raimondo Piras. In questo confronto, i poeti sviscerano le disparità sociali: da una parte il ricco, descritto come una “pipera” o un “mandrone” che vive di rendita, e dall’altra il povero, l'”onesto tripagliatore” che deve faticare duramente sotto il sole e il vento di tramontana per guadagnarsi da vivere.
Approfondiamo poi la figura di Giuseppe Pirastu, definito “poeta suastro”. Il suo libro è una testimonianza preziosa, dedicata ai familiari e a figure come Francisco Gosso, realizzata in collaborazione con il centro di documentazione di Ozieri. Di Pirastu ricordiamo la straordinaria capacità di spaziare tra temi epici e quotidiani, come nella poesia dedicata a Roma e allo scontro tra Cesare e Pompeo, dove la guerra trasforma il vincitore in padrone del mondo.
Per la poesia improvvisata, concludiamo questo appuntamento con il mastro di Silanus, Mario Masala, che ci propone la terza parte della moda cantata per Santu Millanu. I suoi versi, che narrano di un illustre soldato e di preghiere segrete, ci accompagnano verso la chiusura di questo viaggio tra le armonie e le memorie della nostra terra

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