Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 7 Dicembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “Su ci no iscit est parente ‘e su surpu”. Specialmente ai tempi dei nostri avi questo proverbio era sicuramente più in voga di oggi e non solo perché le persone erano meno colte; le nostre bisnonne erano analfabete, ma non erano ignoranti, tant’è che non sapendo pregare in latino e tanto meno in italiano, erano solite pregare in sardo perché il destinatario delle preghiere avrebbe sicuramente perdonato se nel recitare il padre nostro avessero detto “Donna Bisodia” nzichè “Da nobis hodie”, “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Questo proverbio contiene una verità inconfutabile: chi non sa una determinata cosa, per poterla conoscere ha bisogno di consultare qualcuno o qualcosa, come chi non vede dove andare, dato che non è conveniente camminare a tentoni rischiando di cadere, deve chiedere aiuto.
Continuiamo con il tema de “su ricu e su poveru”, rievocando ancora la sfida del 1969 tra Gavino Piredda e Raimondo Piras. In questo passaggio, Piras affronta con forza il concetto di rivoluzione e giustizia sociale, affermando che la ricchezza risponde spesso “sempre contra povero”. Egli sottolinea come la disparità economica porti a situazioni che non sono “né umane né legali”, dove chi ha troppo vive nel benessere e chi non ha nulla vede negati persino i propri diritti fondamentali.
Ritroviamo poi la figura di Giuseppe Pirastu, il “mastro” di Ozieri, di cui Mameli loda la sensibilità sarda definendola un “vulcano caldo”. Pirastu è protagonista di scambi brillanti con Antonio Cupeddu, spaziando da rime satiriche e curiose sulla “minigonna” — descritta come un abito che sfida la tradizione — a versi di profonda commozione, come quelli dedicati a una giovane orfana rimasta sola senza la compagnia dei genitori. La sua poesia resta un esempio di come l’arte sarda sappia toccare le corde del divertimento e del dolore con la stessa intensità.
Per la poesia improvvisata, iniziamo questo nuovo ciclo con la prima parte della moda dedicata a Santu Frantziscu di Peppe Sotgiu. I versi ci introducono alla figura del “pellegrino” e alla profezia di Bernardone, descrivendo la nascita del Santo come un sole che spunta per dare luce alla sua gente. Con l’augurio di una serena domenica da parte di Giulio Mameli e della regia di Radio Stella, ci lasciamo trasportare da queste armonie che uniscono terra e cielo.