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Armonias – 28 Dicembre 2025

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28 Dicembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 28 Dicembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “Su molente si sapit de su ‘eranu in mes’e argiolas“. Prendendo spunto dal classico proverbio “chi dorme non piglia pesci”, Mameli lo adatta alla saggezza sarda citando l’immagine di “su molente” (l’asino) e delle occasioni perdute. L’invito è quello di non lasciarsi sfuggire il “momento giusto”, poiché una volta passato, il tempo non torna indietro e le opportunità professionali o personali svaniscono come un soffio.

Proseguiamo con la poesia di Antonino Mura, intitolata “Castellana de Burgos”, un dialogo delicato tra una dama e un cavaliere. Nei versi, la dama interroga il cavaliere sul valore del suo amore e della sua cortesia, ricevendo risposte che intrecciano il sentimento alla nobiltà d’animo.
Il cuore di questa puntata è però dedicato alla monumentale opera di Gavino Piredda dedicata a Monteleone Rocadoria. In una lunga sequenza poetica, Piredda descrive il paese come una “fortezza naturale” scolpita nella rocca, un diadema incastrato tra il calcare e il cielo. Il poeta ne ripercorre la storia, citando le antiche influenze greche e il generale Pausania, ma celebra soprattutto la resilienza del suo popolo “coraggioso” che, tra marchesi e giudici, ha sempre difeso la propria terra come un leone. Piredda non dimentica la modernità, descrivendo l’invaso artificiale che ha cambiato l’economia del borgo, definendolo ora un “invidiabile scenario” dove la natura e l’arte si fondono in un rosario di gemme brillanti.
Per la poesia improvvisata, concludiamo il ciclo dedicato a Santu Frantziscu con l’ultima parte della moda. I versi rievocano il momento solenne in cui, nel 1939 in Vaticano, Papa Gregorio IX proclamò il Santo di Assisi patrono d’Italia, definendolo scudo e difesa per l’agricoltura, il commercio e l’industria del Paese. Con le note di un organetto che risuonano in una “notte de luna”, Giulio Mameli e la regia di Radio Stella vi augurano un buon proseguimento d’anno in attesa del Capodanno.

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Armonias – 21 Dicembre 2025

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21 Dicembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 21 Dicembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “Su ‘inari est in buca ‘e madas e in busciaca ‘e pagus“. Citando un aneddoto su un’amica che, pur avendo risparmi in banca, sceglie di vivere “miseramente” per il timore di spendere, Mameli ci invita a riflettere su come l’avarizia possa trasformarsi in una prigione spirituale. Questa condizione di “miseria” interiore viene contrapposta alla nobiltà d’animo, suggerendo che la vera ricchezza non risieda nell’accumulo, ma nella capacità di vivere con serenità il proprio tempo.

Continuiamo con il “poeta mitologico” Gavino Piredda e la sua toccante composizione intitolata “Su mendicante”. In questi versi, Piredda descrive con crudo realismo la figura di un orfano della vita, un uomo mal calzato e vestito di stracci che vaga tra borgate e paesi chiedendo una “pagnotta” per sopravvivere. Il poeta ci porta nelle notti gelide in cui il mendicante, senza una casa o una coperta per scaldarsi, deve sopportare il dramma della solitudine mentre intorno a lui la gente festeggia, ricordandoci che la morte è l’unica campana che non distingue tra ricchi e poveri.
Ritroviamo poi il poeta Giuseppe Pirastu di Ozieri, celebrato nel libro curato da Francisco Cruz Zizzantoni. Di Pirastu ascoltiamo la “moda” dedicata a Nostra Signora de su Remedio, una preghiera cantata in cui la Vergine è invocata come “celeste funtana” e potente protettrice contro ogni avversità. I versi si snodano attraverso diverse “retrogas” che chiedono conforto per i cuori dolenti e protezione per i lavoratori — pastori, contadini e operai — affinché possano trovare nel loro faticoso “tesoro” quotidiano una ragione di speranza.
Per la poesia improvvisata, concludiamo con i versi dedicati a Santu Frantziscu, rievocando l’incontro con il lupo e la fondazione del suo ordine all’insegna dell’umiltà. Con le melodie dell’Anglona e del Campidano che si intrecciano in un’unica armonia, Giulio Mameli e la regia di Radio Stella vi augurano una buona domenica e vi porgono i migliori auguri per una serena Paschigedda (Natale), da trascorrere in pace e armonia con le vostre famiglie

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Armonias – 14 Dicembre 2025

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14 Dicembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 14 Dicembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “Su frascu andat a funtana finas a cantu si segat“. Su frascu in campidanese significa fiasco, mentre in Ogliastra è una sorta di brocca costruita in terracotta, avente un lato appiattito sul quale viene posata, praticamente adagiata su un fianco. Questa massima contiene un principio ribadito con altre parole in tantissimi altri proverbi, per esempio “Cini fait fainas fait faddinas” oppure “imbissada sa craba fin’a sa morte nd’ada” o ancora “margiani puru ‘enit a nci ‘etai su pè”. In pratica per dirla con un proverbio italiano “tanto va la gatta ala lardo che ci lascia lo zampino”

Continuiamo con il “poeta mitologico” Gavino Piredda e la sua composizione intitolata “Su rimorsu”. In questo brano, di cui ascoltiamo la seconda parte, il poeta affronta il tormento interiore di chi ha fatto del male a un “simile innocente”. Il rimorso viene descritto come un “criminale dramma” che insiste nella mente, un dolore raddoppiato che lacera il cuore di chi si pente amaramente per le proprie azioni, sentendosi spossato e terrorizzato dal peso della propria coscienza.
Ritroviamo poi Giuseppe Pirastu. Attraverso le sue rime, Pirastu ci ammonisce sulla vanità umana di chi vive “in cerca di gloria e di bene” solo per superbia, ignorando l’umile sofferente. Con saggezza popolare, il poeta ricorda che “chi troppo in alto va, cade sovente”, invitando invece a un confronto onesto e umile con il prossimo. Di Pirastu ascoltiamo anche i versi devozionali dedicati alla Vergine Maria, “figlia di Sant’Anna”, invocata con candidi zeli come sposa d’eterna gloria.
Per la poesia improvvisata, proseguiamo con la seconda parte della moda dedicata a Santu Frantziscu. Il canto rievoca la radicale scelta di povertà del Santo di Assisi: posto di fronte a un povero affamato, Francesco non esita a donare i suoi abiti — la “gianchetta” e i “pantaloni” — per indossare l’umiltà e iniziare una vita completa al servizio della fede. Con questo esempio di carità, Giulio Mameli e la regia di Radio Stella vi augurano una buona domenica tra queste armonie di Sardegna.

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Armonias – 7 Dicembre 2025

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7 Dicembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 7 Dicembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “Su ci no iscit est parente ‘e su surpu”. Specialmente ai tempi dei nostri avi questo proverbio era sicuramente più in voga di oggi e non solo perché le persone erano meno colte; le nostre bisnonne erano analfabete, ma non erano ignoranti, tant’è che non sapendo pregare in latino e tanto meno in italiano, erano solite pregare in sardo perché il destinatario delle preghiere avrebbe sicuramente perdonato se nel recitare il padre nostro avessero detto “Donna Bisodia” nzichè “Da nobis hodie”, “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Questo proverbio contiene una verità inconfutabile: chi non sa una determinata cosa, per poterla conoscere ha bisogno di consultare qualcuno o qualcosa, come chi non vede dove andare, dato che non è conveniente camminare a tentoni rischiando di cadere, deve chiedere aiuto.

Continuiamo con il tema de “su ricu e su poveru”, rievocando ancora la sfida del 1969 tra Gavino Piredda e Raimondo Piras. In questo passaggio, Piras affronta con forza il concetto di rivoluzione e giustizia sociale, affermando che la ricchezza risponde spesso “sempre contra povero”. Egli sottolinea come la disparità economica porti a situazioni che non sono “né umane né legali”, dove chi ha troppo vive nel benessere e chi non ha nulla vede negati persino i propri diritti fondamentali.
Ritroviamo poi la figura di Giuseppe Pirastu, il “mastro” di Ozieri, di cui Mameli loda la sensibilità sarda definendola un “vulcano caldo”. Pirastu è protagonista di scambi brillanti con Antonio Cupeddu, spaziando da rime satiriche e curiose sulla “minigonna” — descritta come un abito che sfida la tradizione — a versi di profonda commozione, come quelli dedicati a una giovane orfana rimasta sola senza la compagnia dei genitori. La sua poesia resta un esempio di come l’arte sarda sappia toccare le corde del divertimento e del dolore con la stessa intensità.
Per la poesia improvvisata, iniziamo questo nuovo ciclo con la prima parte della moda dedicata a Santu Frantziscu di Peppe Sotgiu. I versi ci introducono alla figura del “pellegrino” e alla profezia di Bernardone, descrivendo la nascita del Santo come un sole che spunta per dare luce alla sua gente. Con l’augurio di una serena domenica da parte di Giulio Mameli e della regia di Radio Stella, ci lasciamo trasportare da queste armonie che uniscono terra e cielo.

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Armonias – 30 Novembre 2025

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30 novembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 30 Novembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “Su ci furat si connoscet a is manus”. Il proverbio descrive con acume la “miseria” contrapposta all’estrema agilità e disinvoltura di certe azioni umane, paragonandole quasi alla destrezza di un borseggiatore che agisce con una velocità tale da non consentire alla vittima di accorgersi di nulla. Questa osservazione introduce la complessità dei comportamenti sociali che andremo a esplorare nei versi dei nostri poeti.

Continuiamo con il tema de “su ricu e su poveru” (il ricco e il povero), rievocando la celebre gara svoltasi a Sant’Antonio Ruinas nel 1969 tra Gavino Piredda e Raimondo Piras. In questo confronto, i poeti analizzano la “dipendenza personale” e il conflitto tra chi comanda e chi deve servire. Piras mette in luce la dura realtà di chi lavora “in miniera o in galleria”, rischiando spesso la vita, mentre il padrone risponde dall’alto della sua posizione, creando un divario che persiste persino di fronte alla morte.
Ritroviamo poi la figura di Giuseppe Pirastu, il poeta di Ozieri. Esaminiamo i suoi versi sulla “legge divina”, declamati nel 1917 al Teatro Tola, dove Pirastu invita al rispetto del prossimo e alla comprensione della ricchezza come una “transitoria passata”. Di grande rilievo è anche la sua riflessione su “su perdonu e sa venditta” (il perdono e la vendetta): Pirastu eleva il perdono a segno di civiltà e onestà, contrapponendolo alla “barbara razza” che vive di oscuri sentimenti di rivalsa. Non mancano i riferimenti alle sue sfide poetiche con Antonio Cupeddu, in cui i due si confrontavano su temi epici come lo scontro tra Cesare e Pompeo.
Per la poesia improvvisata, concludiamo questa puntata con Mario Masala e l’ultima parte della moda cantata per Santu Millanu. I suoi versi finali invocano la grazia divina per i sofferenti e si chiudono con un auspicio di salute e protezione per tutta la comunità, sigillando questo appuntamento domenicale con le note della nostra tradizione

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Armonias – 23 Novembre 2025

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23 novembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 23 Novembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “S’asuriu est de bonucoro sol’a s’or’e sa morte” ossia la differenza tra il ricco e il povero, intesa come una vera e propria “sentenzia” morale. Il proverbio si sofferma sull’avarizia come una forma di isolamento, citando il concetto che “s’avarizia este sepoltura”, poiché l’accumulo egoistico di ricchezza non permette la vera benevolenza e danna l’anima. Al contrario, la persona povera, pur nella sua indigenza, è spesso capace di donare con il cuore, contrapponendo la ricchezza materiale alla nobiltà dello spirito.

Continuiamo con il tema de “su ricu e su povero”, rievocando la gara poetica svoltasi a Sant’Antonio Ruinas nel 1969 tra due giganti della poesia improvvisata: Gavino Piredda e Raimondo Piras. In questo confronto, i poeti sviscerano le disparità sociali: da una parte il ricco, descritto come una “pipera” o un “mandrone” che vive di rendita, e dall’altra il povero, l'”onesto tripagliatore” che deve faticare duramente sotto il sole e il vento di tramontana per guadagnarsi da vivere.
Approfondiamo poi la figura di Giuseppe Pirastu, definito “poeta suastro”. Il suo libro è una testimonianza preziosa, dedicata ai familiari e a figure come Francisco Gosso, realizzata in collaborazione con il centro di documentazione di Ozieri. Di Pirastu ricordiamo la straordinaria capacità di spaziare tra temi epici e quotidiani, come nella poesia dedicata a Roma e allo scontro tra Cesare e Pompeo, dove la guerra trasforma il vincitore in padrone del mondo.
Per la poesia improvvisata, concludiamo questo appuntamento con il mastro di Silanus, Mario Masala, che ci propone la terza parte della moda cantata per Santu Millanu. I suoi versi, che narrano di un illustre soldato e di preghiere segrete, ci accompagnano verso la chiusura di questo viaggio tra le armonie e le memorie della nostra terra

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Armonias – 16 Novembre 2025

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16 novembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 16 Novembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “S’apretu ‘ogat su ‘eciu a curri”. Non c’è dubbio che questo proverbio sia stato estrapolato da una composizione poetica, più verosimilmente da una ottava, infatti si tratta di un verso endecasillabo tipico dell’ottava e potremmo addirittura azzardare che possa appartenere ad una chiusa di ottava. L’interpretazione letterale del proverbio rende chiara l’idea del vecchietto che fugge per evitare guai peggiori e malgrado la sua età non gli consenta di correre i cento metri piani a livelli olimpionici, cerca comunque di scappare in tutta fretta da qualcuno o da qualcosa.

Continuiamo il tema cantato da Gavino Piredda e Raimondo Piras a Sant’Antonio Ruinas il 6 agosto del 1969: il ricco e il povero. In questo duello, i poeti affrontano le disparità sociali e le fatiche quotidiane, con Piras che sottolinea come il povero debba spesso soffrire e faticare per guadagnarsi la “pagnotta”, mentre il ricco vive in una condizione di maggiore agiatezza ma non priva di contrasti

Continuiamo con il poeta Giuseppe Pirastu di Ozieri, nato il 23 Ottobre del 1858 e morto il 27 Aprile del 1931 a seguito di una malattia che lo aveva costretto a letto per diversi mesi. Pirastu fu un protagonista della poesia sarda, vincitore del primo concorso regionale a Cagliari nel 1900 con un’ottava sulle bellezze naturali dell’isola. Di lui ricordiamo anche le celebri gare di poesia improvvisata, come quella con Antonio Cupeddu, dove i due si sfidavano in versi magistrali.

Per la poesia improvvisata troviamo il poeta Mario Masala con la prima parte della moda cantata pro Santu Millanu.

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Armonias – 9 Novembre 2025

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9 novembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 9 Novembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “S’amore no est fregula”. Conosciamo la fregola, palline di semola fatte a mano usate per minestrone o risotti. Ma nel dizionario Garzanti, la “fregola” è la voglia, la smania, quello stato di irrequietezza degli animali nel periodo della riproduzione. in questo senso allora il nostro proverbio assume tutt’altro significato e non c’è dubbio che l’amore è tutta un’altra cosa.

Oggi cominciamo un nuovo tema cantato da Gavino Piredda e Raimondo Piras, un tema cantato a Sant’Antonio Ruinas il 6 agosto del 1969: il ricco e il povero.

Vediamo anche un altro poeta illustre: Giuseppe Pirastu di Ozieri, nato il 23 Ottobre del 1858 e morto il 27 Aprile del 1931 a seguito di una malattia che lo aveva costretto a letto per diversi mesi. Inizia giovanissimo, già a 38 anni, mentre l’ultima gara a cui partecipa è a Ozieri nel Settembre del 1930. Leggiamo alcune poesie.

Per la poesia improvvisata troviamo il poeta Mario Masala con la prima parte della moda cantata pro Santu Millanu.

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Armonias – 2 Novembre 2025

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2 novembre 2025

Cominciamo questa nuova puntata di Armonias del 2 Novembre con su Diciu scelto dal libro di Giulio Mameli Narat du becciu con le stampe del Grafiche del Parteolla: “S’abba samunat totu, transit de sa bavera”: l’acqua ava tutto tranne la stupidità è una grande verità e probabilmente ci sarebbe poco da aggiungere. Cancellare la stupidità dalla mente umana è una cosa che non può fare nessuna acqua, nemmeno quella più brillante.

Anche oggi continuiamo e concludiamo il tema cantato nel 1955 da Raimondo Piras e Badore Tuccone a Baradili San Pietro, uno di quei temi che ora non canta più nessuno, perché era un tema molto importante e anche di cultura: il vecchio con il nuovo testamento.

Abbiamo ancora poi un sonetto di gennaro Masala, autore di “Sardu Soe”, una rivista che è stata pubblicata fino a qualche anno fa. Ci sono ancora le poesie di Antonio Andrea Cucca, il poeta eloquente di Ossi

Per la poesia improvvisata troviamo il poeta di Chiaramonti Giovanni Seu con la quarta parte della moda cantata pro Santu Pitzente.

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