CISL Onair
Referendum Giustizia: si o no?
Benvenuti a questo speciale appuntamento con CISL Onair, una puntata interamente dedicata a un tema di fondamentale importanza per la democrazia e l’ordinamento dello Stato: il Referendum sulla Giustizia 2026. In questa occasione, abbiamo voluto approfondire i contenuti della riforma costituzionale che i cittadini saranno chiamati a confermare o respingere il 22 e 23 marzo, ospitando due figure tecniche di alto profilo: il dottor Nicola Caschili, Presidente del Tribunale di Lanusei, e l’avvocato Vitto Coffano, in rappresentanza dell’Organismo Congressuale Forense.
Le coordinate del voto: un referendum senza quorum
Il primo elemento fondamentale da comprendere è la natura della consultazione. Si tratta di un referendum costituzionale confermativo. A differenza dei referendum abrogativi, per i quali è necessario che si rechi alle urne il 50% più uno degli aventi diritto, questo referendum non richiede alcun quorum di partecipazione. Ciò significa che la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti espressi, indipendentemente da quante persone si recheranno ai seggi. Il quesito riguarda l’approvazione del testo di legge costituzionale che incide sull’ordinamento giurisdizionale e istituisce l’Alta Corte disciplinare.
I pilastri della riforma: cosa cambierebbe concretamente
La riforma tocca tre punti nevralgici del sistema giudiziario italiano:
- Separazione delle carriere: Attualmente, i magistrati (giudici e pubblici ministeri) appartengono a un unico ordine e possono, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra. La riforma prevede concorsi distinti e l’impossibilità totale di cambiare ruolo durante la vita professionale. L’obiettivo dichiarato è garantire che il giudice sia un soggetto realmente “terzo” rispetto all’accusa e alla difesa.
- Sdoppiamento del CSM: Il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei magistrati, verrebbe diviso in due organi distinti: uno per i magistrati giudicanti (i giudici) e uno per quelli requirenti (i pubblici ministeri).
- Il sistema del sorteggio: Per la selezione dei membri togati dei due nuovi CSM, il legislatore propone il sorteggio come metodo per individuare i componenti. Questa misura mira a smantellare il peso delle cosiddette “correnti” all’interno della magistratura.
- Alta Corte Disciplinare: La competenza sui procedimenti disciplinari a carico dei magistrati verrebbe sottratta ai CSM e affidata a una nuova Corte specifica, per separare la gestione delle carriere dal giudizio sulle responsabilità professionali.
Il dibattito tecnico: le ragioni dell’Avvocatura (SÌ)
L’avvocato Vitto Coffano ha espresso la posizione favorevole dell’avvocatura italiana, sottolineando che questa riforma non ha colore politico, ma rappresenta l’attuazione piena dell’articolo 111 della Costituzione sul “giusto processo”.
Secondo Coffano, un processo è equo solo se si svolge davanti a un giudice terzo e imparziale. Questa imparzialità viene messa in discussione se il pubblico ministero (chi accusa) e il giudice (chi decide) appartengono alla stessa struttura ordinamentale e condividono lo stesso organo di autogoverno. La vicinanza istituzionale tra i due, secondo i sostenitori del SÌ, crea una disparità di fatto rispetto alla difesa.
Sul tema del sorteggio, Coffano lo ritiene una “soluzione necessaria”, pur non essendo forse la migliore in assoluto. È vista come l’unica risposta efficace alle degenerazioni correntizie emerse in casi di cronaca come quello di Palamara, dove le carriere sembravano guidate da logiche di appartenenza piuttosto che dal merito. Infine, Coffano ha ricordato che la separazione delle carriere è la norma nelle principali democrazie europee (Francia, Germania, Regno Unito), mentre l’unicità è spesso legata a retaggi storici superati o a sistemi meno garantisti.
Il dibattito tecnico: la visione della Magistratura (NO)
Il dottor Nicola Caschili ha invece sollevato forti criticità, pur riconoscendo la necessità di intervenire su alcuni problemi del sistema. Secondo Caschili, la terzietà del giudice è già garantita dalle attuali regole del processo e non dipende dalla separazione burocratica delle carriere. Il rischio è che un pubblico ministero completamente isolato e autoreferenziale possa finire, in futuro, sotto il controllo del potere politico o esecutivo, come avviene in altri paesi, rompendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Il punto più contestato è il sorteggio per il CSM. Caschili lo definisce un metodo “irrazionale”, mai visto in nessun altro organo costituzionale. Sorteggiare i componenti significa rischiare di avere persone prive di attitudine o volontà di svolgere un ruolo così complesso, indebolendo l’autorevolezza dell’organo di autogoverno di fronte alla componente politica, che invece continuerebbe ad essere scelta con criteri precisi dal Parlamento.
Per quanto riguarda l’efficienza, Caschili è stato categorico: questa riforma è puramente simbolica e non ridurrà di un solo giorno la durata dei processi. I veri problemi della giustizia sono la carenza di personale, le risorse scarse e i carichi di lavoro eccessivi; intervenire sull’architettura costituzionale senza investire nei tribunali non porterà benefici concreti ai cittadini.
La Giustizia in Ogliastra: il Tribunale di Lanusei
Nonostante il dibattito sui massimi sistemi, la puntata ha toccato la realtà locale dell’Ogliastra. Entrambi gli ospiti hanno concordato sulla centralità del Tribunale di Lanusei come presidio storico e indispensabile di legalità.
Il Presidente Caschili ha ricordato come il tribunale abbia vissuto momenti drammatici, arrivando a una scopertura del personale di magistratura del 60%. Nonostante questo, grazie all’impegno dei pochi rimasti, il presidio ha “tenuto botta”. Con l’arrivo di nuovi colleghi, le prospettive ora sono positive: l’obiettivo è smaltire l’arretrato e tornare a offrire un servizio rapido e, soprattutto, di alta qualità, poiché la giustizia non deve essere solo veloce, ma profondamente giusta.
L’avvocato Coffano ha ribadito che Sanità, Istruzione e Giustizia sono i pilastri del territorio. Se i primi due sono stati spesso indeboliti, la battaglia per mantenere il Tribunale di Lanusei deve essere unitaria, lavorando con la politica e la magistratura per rafforzarne la stabilità a lungo termine.
Conclusione: un voto consapevole
In chiusura, il messaggio lanciato da CISL Onair è un invito alla responsabilità: il 22 e 23 marzo è fondamentale andare a votare. Non si tratta di un sondaggio sul governo in carica, ma di una scelta tecnica che inciderà sui diritti dei cittadini per i decenni a venire. Come organizzazione, la CISL non dà indicazioni di voto, ma promuove l’informazione affinché ogni cittadino possa esprimersi con coscienza.
Vi ringraziamo per averci seguito in questo approfondimento e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di CISL Onair per continuare a esplorare i temi che toccano il nostro territorio e i nostri diritti
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