IS FESTAS SARDAS COMMENTE SPRIGU DE SA SOCIETADE

Progetto editoriale realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito del programma Imprentas 2025/2026 (L.R. 22/2018, art.22)

La quarta puntata è interamente dedicata a una delle celebrazioni religiose e identitarie più imponenti e sentite della Sardegna: la grandiosa Festa e pellegrinaggio di Sant’Efisio (dal 1° al 4 maggio), celebrata ogni anno per adempiere al solenne voto fatto dalla città di Cagliari nel 1656 per la liberazione dalla peste.

L’episodio ripercorre la vita del santo martire, la struttura del tradizionale cammino di oltre 65 chilometri e i momenti storici più significativi:

  • Profilo agiografico di Sant’Efisio: nato ad Aelia Capitolina (Gerusalemme) intorno al 250 d.C. da padre cristiano e madre pagana (Alessandra), divenne ufficiale delle truppe pretoriane di Diocleziano ad Antiochia. Durante il viaggio verso l’Italia per combattere i cristiani, venne convertito da una folgorante visione di luce e da una croce brillante. Giunto in Sardegna, rifiutò di sacrificare agli dei pagani dinanzi al governatore Giulio; dopo la prigionia e le torture nella grotta di Stampace, fu martirizzato tramite decapita sulla spiaggia di Nora nel 286 d.C..
  • Il cammino e il rito (1°-4 Maggio): la festa prende il via il 1° maggio dalla chiesa barocca di Stampace a Cagliari. Il maestoso corteo comprende i carri addobbati (traccas), il tributo floreale (sa ramadura) davanti al Municipio, circa 5.000 devoti in abito tradizionale sardo provenienti da tutta l’isola e la scorta dei miliziani a cavallo armati di archibugi e spade. Presso la cappella Ballero a Giorgino avviene la vestizione con gli abiti da viaggio e il cambio del cocchio, per poi proseguire verso La Maddalena di Capoterra, Su Loi, Sarroch, Villa San Pietro, Pula e la chiesetta romanica di Nora.
  • Il rientro e lo scioglimento del voto: la sera del 4 maggio la processione fa ritorno a Stampace, dove si conclude con la lettura della secolare formula rituale pronunciata dal Presidente dell’Arciconfraternita e dall’Alternos (rappresentante del Sindaco, impersonato nel 2019 per la prima volta da una donna, Raffaela Loci) che attesta ufficialmente che il voto è stato sciolto.

Infine, l’episodio rievoca edizioni storiche emblematiche, come quella del 1929 alla presenza dei Reali d’Italia e quella drammatica del 1943 quando, sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la statua venne trasportata su un camioncino tra le macerie pur di sciogliere la promessa di fede

 

(rivedi le atre edizioni qui)

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