IS FESTAS SARDAS COMMENTE SPRIGU DE SA SOCIETADE
Progetto editoriale realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito del programma Imprentas 2025/2026 (L.R. 22/2018, art.22)
La quinta puntata è interamente incentrata su una delle manifestazioni più ricche di storia e devozione identitaria della Sardegna: la celebre Festa dei Candelieri di Sassari (Faradda di li Candareri), che il 14 agosto di ogni anno rinnova il solenne voto della città alla Vergine Assunta.
L’episodio ne ripercorre le origini storiche, la struttura sociale e i complessi rituali che la caratterizzano:
- Origini storiche e voto di peste: Nata nel Medioevo durante il periodo comunale e sviluppatasi sotto le influenze genovesi, aragonesi e spagnole, la celebrazione trae origine da antichi ex-voto contratti dalla comunità sassarese a seguito delle epidemie di peste, in particolare quelle del 1528 e del 1652. Lo scioglimento della promessa solenne si compie con la grande processione del 14 agosto che si snoda da Piazza Castello fino alla chiesa del convento francescano di Santa Maria di Betlemme.
- Il ruolo dei Gremi: I veri protagonisti della festa sono i Gremi, antiche corporazioni di arti e mestieri che rappresentavano la struttura lavorativa, sociale e di mutuo soccorso della città storica. La puntata illustra nel dettaglio l’organizzazione delle varie maestranze — tra cui Ortolani, Calzolai, Muratori, Falegnami, Piccapietra, Fabbri, Panettieri, Contadini (Massai), Viaggianti, fino ai gruppi ammessi più di recente come Autoferrotranvieri e Braccianti. Ogni gremio sfila secondo un rigoroso ordine storico di anzianità, custodisce la propria bandiera identitaria in damasco, indossa abiti tradizionali d’ispirazione spagnola o francese, venera un proprio santo patrono ed è legato a una specifica cappella cittadina.
- La Faradda e la struttura dei Candelieri: Durante la sfilata, i gremianti trasportano a spalla i candelieri, imponenti colonne lignee finemente scolpite e dipinte, ornate con nastri colorati e stendardi. Il lungo percorso è animato da ritmi di tamburi, flauti, canti popolari e dalle tradizionali danze rotatorie delle pesanti strutture, in un affascinante connubio tra fervore devozionale e gioia comunitaria.
Attraverso i secoli, dai vecchi statuti corporativi fino all’evoluzione contemporanea e ai riconoscimenti istituzionali, la Faradda si conferma un caposaldo vivo e inscindibile della memoria storica di Sassari e dell’intera isola
(rivedi le atre edizioni qui)
