IS FESTAS SARDAS COMMENTE SPRIGU DE SA SOCIETADE
Progetto editoriale realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito del programma Imprentas 2025/2026 (L.R. 22/2018, art.22)
La diciottesima puntata della trasmissione condotta da Mauro Mura introduce per la prima volta il format dell’intervista. In questo episodio speciale, il conduttore dialoga in studio con Luiso Murgia, direttore artistico e tra i principali fondatori di un festival di musica alternativa nato nel 2012.
Sollecitato dalle domande puntuali di Mauro, l’ospite ripercorre la nascita del progetto, ideato insieme a un gruppo di amici (Andrea De Zogus, Fabrizio Mura, Renata e Fabio Moi) per offrire al territorio una proposta culturale differente da quella tipica delle tradizionali festività religiose e civili. Mauro indaga a fondo sulle criticità degli esordi: Luiso rievoca le notevoli fatiche logistiche ed economiche dei primi anni, segnati dalla scarsità di risorse e dai costi legati a trasporti e alloggi per gli artisti provenienti dal continente, ostacoli superati grazie all’impegno volontario di un affiatato gruppo di giovani.
L’intervista si sposta poi sull’evoluzione della linea artistica. Luiso illustra a Mauro come la manifestazione, inizialmente incentrata sul jazz con diplomati al conservatorio, si sia trasformata in un festival di musica alternativa privo di cover band, concepito come vera vetrina per progetti originali e d’autore. Nel dialogo emergono i ricordi delle esibizioni più intense e la presenza di ospiti illustri come Gavino Murgia, Antonello Salis, Paolo Angeli, Marco Scipione e la collaborazione tra Dj Graf e Neffa. Mauro e il suo interlocutore evidenziano in particolare il clima di grande umiltà e rispetto umano instauratosi con i musicisti.
Un passaggio centrale del confronto riguarda l’accoglienza e l’impatto comunitario. Luiso spiega come gli artisti vengano accolti in ambienti caratteristici come la cantina/magazzino “Old Muzzu Winery”, trasformando il soggiorno in un’esperienza conviviale autentica. Vengono inoltre approfondite le iniziative parallele che arricchiscono l’evento, quali le mostre fotografiche esposte lungo le vie del paese su pannelli resistenti alle intemperie, i progetti editoriali e lo stretto legame con la storica banda musicale locale (con oltre 104 anni di storia), vera e propria fucina di formazione musicale per i giovani del posto.
In chiusura dell’intervista, Mauro interroga l’interlocutore sul bilancio umano e sul futuro della rassegna. Luiso sottolinea come il festival sia riuscito ad educare il pubblico all’ascolto di sonorità complesse e a spingere diversi giovani locali a intraprendere studi musicali, passando dalla platea al palco. Pur ammettendo le enormi fatiche che ogni anno portano l’associazione a chiedersi se sia l’ultima edizione, l’interlocutore confida a Mauro che la risposta entusiasta della comunità e la passione condivisa ripagano ampiamente ogni sacrificio.
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