IS FESTAS SARDAS COMMENTE SPRIGU DE SA SOCIETADE

Progetto editoriale realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito del programma Imprentas 2025/2026 (L.R. 22/2018, art.22)

La diciassettesima puntata prosegue l’itinerario tra le tradizioni dell’Ogliastra, esplorando la storia, le festività religiose e il patrimonio etnografico di quattro Comuni: Lotzorai, Osini, Perdasdefogu e Talana.

  • Lotzorai: situato lungo la costa della Sardegna orientale, il borgo vanta importanti testimonianze archeologiche come domus de janas, nuraghi e i resti dell’antica chiesa di Santo Tomaso. La festa più sentita è dedicata alla patrona Sant’Elena Imperatrice (18 agosto), celebrata nella chiesa parrocchiale con solenni messe, canti popolari (goccius), processioni in costume, musica e balli in piazza.
  • Osini: la cui storia recente è segnata dalla drammatica alluvione del 1951 che portò all’abbandono di Osini Vecchio e alla ricostruzione del nuovo abitato. Il patrimonio devozionale comprende la parrocchiale di Santa Susanna, la chiesa di San Giuseppe e le chiesette campestri intitolate a San Giorgio di Suelli, Santa Lucia e San Leonardo. Le festività principali includono le solenni celebrazioni per la patrona Santa Susanna ad agosto e la festa in onore di San Giorgio martire, vissute con grande partecipazione popolare e sfilate folcloristiche.
  • Perdasdefogu ( Foghesu ): noto a livello internazionale per lo straordinario primato di longevità della sua popolazione e per l’elevato numero di centenari. Il ciclo festivo si apre a gennaio con i fogaroni di Sant’Antonio Abate e prosegue a Pasqua con la preparazione de su neneri, fino alle festività di Santa Barbara e Sant’Isidoro a maggio. La manifestazione principale è la festa di San Fedele (Santu Fidelis), caratterizzata da sfilate in abito tradizionale, traccas, spettacoli civili e dal rinomato festival letterario diretto dal giornalista Giacomo Mameli.
  • Talana: centro montano ricco di tombe dei giganti e necropoli prenuragiche, il cui toponimo richiama radici antiche e forse l’omonima divinità etrusca della giovinezza. A gennaio si tengono i fuochi di Sant’Antonio Abate attorno a su barracco (un grande tronco centrale allestito con rami verdi). La devozione religiosa ha il suo culmine nelle celebrazioni per la patrona Santa Marta ad agosto, affiancate dai riti per Sant’Efisio e San Giovanni Battista e dalla sagra promozionale dei prodotti tipici locali.

(rivedi le atre edizioni qui)

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